Cos'è l'IVA per chi vende su Amazon e eBay
L'IVA si applica a ogni vendita fatta con continuità, anche quando passa attraverso un marketplace. Amazon ed eBay incassano il pagamento del cliente e ti girano l'importo al netto delle loro commissioni, ma il calcolo e il versamento dell'IVA restano un obbligo tuo, salvo un'eccezione precisa: per alcune vendite verso l'Unione Europea di importo sotto 150 €, effettuate da venditori extra-UE, la piattaforma agisce come "deemed supplier" e applica l'IVA direttamente al posto del venditore.
Per la stragrande maggioranza dei venditori italiani, però, la regola resta questa: se sei in regime forfettario, fatturi senza IVA. Se sei in regime ordinario, applichi l'aliquota corretta, di norma il 22%, e la versi con le liquidazioni periodiche.
Il codice ATECO scelto in fase di apertura della partita IVA conta più di quanto sembri. Il commercio elettronico di beni propri, tipico di chi rivende prodotti su Amazon o eBay, rientra di solito nel codice 47.91.10, con un coefficiente di redditività del 40% per chi opta per il forfettario: significa che, ai fini del calcolo delle imposte, solo il 40% dei ricavi viene considerato reddito imponibile, il resto è forfettariamente attribuito ai costi. Chi fa dropshipping o vende servizi digitali può rientrare in codici diversi, con coefficienti differenti: verificarlo con un commercialista prima di aprire la partita IVA evita di pagare più tasse del dovuto.
Punti chiave
- Sopra 85.000 € annui di ricavi lordi, calcolati per cassa, il regime forfettario non è più disponibile dall'anno successivo (o subito, se superi i 100.000 €).
- Amazon ed eBay accreditano l'importo netto da commissioni, ma per le soglie fiscali conta il totale delle vendite, non il bonifico che ricevi.
- Vendi a privati in altri Paesi UE oltre 10.000 € annui in regime ordinario? Devi registrarti all'OSS e applicare l'IVA del Paese del cliente.
- Oltre 30 transazioni o 2.000 € annui su una singola piattaforma, Amazon ed eBay comunicano i tuoi dati all'Agenzia delle Entrate per la direttiva DAC7.
- Lo scorporo IVA si calcola dividendo il prezzo lordo per 1,22 (aliquota al 22%), mai sottraendo il 22% direttamente dal totale.
Aliquote e soglie principali per chi vende online
| Voce | Valore | Cosa significa per te |
|---|---|---|
| Aliquota IVA ordinaria | 22% | Si applica alla maggior parte dei beni venduti online, se sei in regime ordinario |
| Aliquota ridotta | 10% | Alcuni beni specifici (es. determinati prodotti alimentari ed energetici) |
| Aliquota ridotta | 5% | Categoria ristretta di beni e servizi individuati per legge |
| Aliquota minima | 4% | Beni di prima necessità: alcuni alimentari, libri, dispositivi medici |
| Soglia regime forfettario | 85.000 € annui | Sopra questa soglia (per cassa, lordo) esci dal forfettario |
| Soglia OSS (vendite UE a privati) | 10.000 € annui | Sopra, applichi l'IVA del Paese del cliente invece di quella italiana |
| Soglia DAC7 (per piattaforma) | 30 transazioni o 2.000 € | Sopra, Amazon o eBay comunicano i tuoi dati all'Agenzia delle Entrate |
Fonti: Agenzia delle Entrate, Testo Unico IVA (D.Lgs. 10/2026, in vigore dal 1° gennaio 2027; fino ad allora resta applicabile il DPR 633/1972), Direttiva UE 2021/514 (DAC7) — dati aggiornati ad agosto 2026. Le soglie possono cambiare: verifica sempre il valore aggiornato sulla fonte ufficiale.
Se un articolo costa 122 € IVA inclusa, il prezzo netto non è 122 meno il 22%, cioè 95,16 €. Devi dividere per 1,22: 122 ÷ 1,22 = 100 €. L'IVA in quel caso è 22 €, non 26,84 €. È l'errore di calcolo più comune tra i venditori online, e capita spesso anche a chi imposta male i fogli di calcolo per riconciliare gli incassi di Amazon.
Come si calcola lo scorporo IVA sulle vendite Amazon o eBay
244 € lordi ÷ 1,22 = 200 € netti (IVA 44 €)
1.220 € lordi ÷ 1,22 = 1.000 € netti (IVA 220 €)
Come funziona in pratica: i passaggi da seguire
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Esempi pratici di calcolo
Scenario 1: venditore forfettario che vende solo in Italia
Situazione
Marco vende gadget elettronici su Amazon, per un fatturato lordo di 40.000 € annui, in regime forfettario con coefficiente di redditività al 40% (codice ATECO 47.91.10, commercio al dettaglio online).
Non applica IVA sulle vendite, e fattura ai clienti con la dicitura "operazione senza addebito d'IVA ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014". Amazon gli accredita l'importo al netto delle commissioni, ma ai fini della soglia degli 85.000 € conta il fatturato lordo, non il bonifico netto ricevuto.
Da ricordare: anche in regime forfettario, Marco deve registrare ogni vendita e controllare mensilmente di non avvicinarsi alla soglia.
Scenario 2: venditore in regime ordinario con vendite miste Italia/UE
Situazione
Giulia vende accessori moda su eBay in tutta Europa, per 150.000 € annui, in regime ordinario con IVA al 22%. Le sue vendite a privati in Germania e Francia superano i 10.000 € annui: si registra all'OSS e applica l'aliquota tedesca o francese in base al Paese del cliente, invece del 22% italiano.
Da ricordare: sopra la soglia OSS di 10.000 €, l'IVA italiana non si applica più alle vendite intra-UE verso privati: si passa all'aliquota del Paese di destinazione.
Scenario 3: scorporo su un prezzo di vendita Amazon
Situazione
Un venditore in regime ordinario vende un articolo a 97,60 € IVA inclusa (aliquota 22%). Per emettere la fattura corretta: 97,60 ÷ 1,22 = 80 € netti, con IVA dovuta pari a 17,60 €.
Da ricordare: l'importo accreditato da Amazon è già al netto delle commissioni, ma non dell'IVA, che resta a carico del venditore da calcolare e versare separatamente.
Scenario 4: venditore occasionale sotto le soglie
Situazione
Luca svuota la cantina e vende oggetti usati su eBay per 1.200 € in un anno, in 18 transazioni. Resta sotto le soglie DAC7 (2.000 € o 30 transazioni), quindi eBay non comunica i suoi dati all'Agenzia delle Entrate. Trattandosi di vendita occasionale di beni personali, non serve partita IVA.
Da ricordare: basta superare anche una sola delle due soglie, per importo o per numero di transazioni, perché la piattaforma sia obbligata a comunicare i tuoi dati.
Scenario 5: vendita B2B a un'azienda in un altro Paese UE
Situazione
Un venditore in regime ordinario riceve un ordine da un'azienda spagnola con partita IVA valida, per un valore di 500 €. Non applica l'IVA italiana e non passa dall'OSS, perché quello riguarda solo le vendite a privati: emette fattura in reverse charge, indicando che l'operazione è soggetta a inversione contabile. Sarà l'azienda spagnola ad applicare l'IVA nel proprio Paese in sede di autofattura.
Da ricordare: prima di applicare il reverse charge, verifica sempre che la partita IVA del cliente sia valida sul sistema VIES; in caso contrario, la vendita va trattata come B2C e rientra nel calcolo della soglia OSS.
Chi riguarda: obblighi per categoria di venditore
| Categoria | Obbligo IVA | Note |
|---|---|---|
| Venditore occasionale (sotto soglie DAC7) | Nessuna partita IVA, nessuna IVA | Vendita sporadica di beni personali, non ripetuta |
| Regime forfettario (fino a 85.000 €) | Nessuna IVA sulle vendite | Ma soggetto a reverse charge sugli acquisti esteri, se applicabile |
| Regime ordinario | IVA al 22% (o aliquota ridotta) | Detrae l'IVA sugli acquisti, con liquidazioni periodiche |
| Venditore extra-UE su marketplace | IVA spesso gestita dalla piattaforma | Amazon o eBay agiscono da deemed supplier per vendite UE sotto 150 € |
Un punto che genera confusione: se sei in regime forfettario, non applichi mai IVA sulle tue vendite, nemmeno quando il cliente è un'azienda italiana. Lo scorporo IVA, in questo caso, non ti riguarda sul lato vendite. Ti serve solo quando acquisti beni o servizi da fornitori che applicano l'IVA e devi verificare gli importi in fattura.
Regime forfettario o ordinario: confronto per l'e-commerce
| Aspetto | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Soglia ricavi | 85.000 € annui | Nessuna soglia |
| IVA su vendite | Non applicata | 22% (o aliquota ridotta) |
| Detrazione IVA sugli acquisti | Non prevista | Prevista |
| Tassazione | Imposta sostitutiva 15% (5% nei primi 5 anni per nuove attività, a certe condizioni) | IRPEF a scaglioni più addizionali |
| Adempimenti | Contabilità semplificata | Liquidazioni periodiche IVA, registri, dichiarazione IVA annuale |
| Vendite UE oltre 10.000 € | Esente da OSS | Obbligo di registrazione OSS |
Chi ne beneficia (forfettario)
- Venditori con margini bassi e volumi contenuti — evita la gestione IVA e riduce gli adempimenti amministrativi
- Chi vende soprattutto a privati italiani — nessuna complessità legata a OSS o aliquote estere
- Chi avvia l'attività da poco — può beneficiare dell'imposta sostitutiva ridotta al 5% nei primi cinque anni, se rispetta i requisiti di start-up
Chi è più coinvolto dai limiti (ordinario)
- Chi vende molto all'estero o a clienti businessTax terms related to Business taxes — il regime ordinario permette di detrarre l'IVA sugli acquisti e di gestire correttamente le vendite B2C estere
- Chi si avvicina agli 85.000 € — rischia il cambio di regime a metà anno fiscale, con impatti diretti su prezzi e margini
- Chi acquista molta merce con IVA da fornitori italiani — senza la detrazione dell'IVA sugli acquisti, propria del regime ordinario, i costi di acquisto pesano di più sul margine
Domande frequenti
- Devo aprire partita IVA per vendere su Amazon o eBay? — Sì, se l'attività è abituale, anche a bassi volumi. Le vendite sporadiche di beni personali restano fuori da questo obbligo, ma superare le soglie DAC7 (2.000 € o 30 transazioni) attira comunque l'attenzione dell'Agenzia delle Entrate.
- Amazon paga l'IVA al posto mio? — No, tranne per alcune vendite extra-UE sotto 150 € gestite con le regole del deemed supplier. Nella maggior parte dei casi resta un obbligo tuo, sia in regime forfettario (fatturazione senza IVA) sia in regime ordinario (applicazione e versamento dell'IVA).
- Come calcolo l'IVA da un prezzo Amazon già comprensivo? — Dividi il prezzo lordo per 1,22 (aliquota al 22%). Non sottrarre mai il 22% direttamente dal totale: è l'errore più comune tra i venditori online.
- Cosa succede se supero gli 85.000 € di ricavi in regime forfettario? — Se resti sotto i 100.000 €, il regime ordinario scatta dall'anno successivo. Se superi i 100.000 € nello stesso anno, l'IVA si applica immediatamente dal momento del superamento.
- Cos'è la soglia OSS e quando mi riguarda? — Se vendi a privati in altri Paesi UE oltre 10.000 € annui in regime ordinario, devi registrarti all'OSS e applicare l'IVA del Paese del cliente invece di quella italiana.
- Cosa comunica Amazon o eBay all'Agenzia delle Entrate? — Se superi 30 transazioni o 2.000 € annui su quella piattaforma, per la direttiva DAC7 comunicano i tuoi dati fiscali e l'importo totale delle vendite entro il 31 dicembre di ogni anno.
Consiglio dellÉsperto — Ritu Sharma
"Riconcilia i report Amazon con i tuoi registri IVA ogni mese - Non aspettare la dichiarazione annuale per controllare gli incassi. I report di vendita di Amazon ed eBay indicano il lordo, ma commissioni, resi e spese di spedizione vanno riconciliati manualmente con la tua contabilità : farlo mensilmente evita sorprese quando ti avvicini alle soglie del forfettario o dell'OSS."
Rischi e limitazioni
Il rischio più concreto è l'incrocio dei dati: da anni Amazon ed eBay trasmettono informazioni sui venditori all'Agenzia delle Entrate, e con la DAC7 questo obbligo è diventato sistematico e più dettagliato. Chi vende con regolarità senza partita IVA è facilmente identificabile, e questo può portare a un accertamento fiscale con recupero d'imposta e sanzioni.
Un secondo rischio riguarda chi resta forfettario ma calcola male la soglia: se conti solo l'accredito netto di Amazon invece del fatturato lordo, puoi superare gli 85.000 € senza accorgertene, e ritrovarti fuori regime con effetto retroattivo su parte dell'anno.
C'è poi il rischio dell'aliquota OSS sbagliata: applicare l'IVA italiana a un cliente tedesco sopra la soglia dei 10.000 €, invece di quella tedesca, genera un disallineamento che va corretto con note di variazione e può comportare sanzioni in caso di controllo incrociato tra Stati membri.
Un ultimo punto riguarda le vendite a clienti business in altri Paesi UE: qui non si applica l'OSS, ma il reverse charge. Il venditore emette fattura senza IVA, indicando che l'operazione è soggetta a inversione contabile, e sarà il cliente estero ad applicare l'IVA nel proprio Paese. Confondere una vendita B2B con una vendita B2C, e applicare per errore l'IVA italiana a un'azienda tedesca o francese, obbliga a correggere la fattura e può generare contestazioni in sede di controllo, oltre a un fastidio non da poco per il cliente.
Perché queste regole esistono in Italia
Le soglie OSS nascono dalla riforma UE dell'e-commerce, entrata in vigore nel luglio 2021, pensata per evitare che le vendite a distanza sfuggissero all'IVA del Paese di consumo e per semplificare, con un solo sportello, la dichiarazione dell'imposta dovuta in più Stati membri.
Prima del 2021, chi vendeva a distanza in altri Paesi UE doveva registrarsi all'IVA in ciascuno Stato in cui superava soglie nazionali diverse tra loro, con un adempimento distinto per ogni Paese. L'OSS ha sostituito quel sistema con un'unica soglia europea di 10.000 € e un'unica dichiarazione trimestrale, presentata in Italia ma valida per tutte le vendite intra-UE eccedenti la soglia.
La direttiva DAC7 nasce invece dall'esigenza di dare trasparenza fiscale all'economia delle piattaforme digitali: prima della sua adozione, l'Agenzia delle Entrate aveva visibilità limitata sui flussi di vendita che passavano attraverso Amazon, eBay o siti simili, mentre oggi riceve dati strutturati su venditori e transazioni, condivisi anche tra le amministrazioni fiscali dei diversi Stati membri.
Sul fronte interno, la riorganizzazione dell'IVA italiana nel nuovo Testo Unico, approvato con il D.Lgs. 10/2026 e in vigore dal 1° gennaio 2027, risponde a un obiettivo diverso: raccogliere in un unico testo organico le norme finora frammentate nel DPR 633/1972 e nel D.L. 331/1993, senza modificare aliquote o soglie.
Verdetto finale
Se vendi su Amazon o eBay in modo continuativo, la partita IVA non è opzionale, e la scelta tra forfettario e ordinario dipende dal tuo fatturato lordo, non da quello che vedi accreditato in banca. Sotto 85.000 € annui e con vendite concentrate in Italia, il forfettario resta la strada più semplice. Sopra quella soglia, o con volumi importanti verso altri Paesi UE, il regime ordinario e la registrazione OSS diventano necessari, insieme a un controllo mensile delle soglie DAC7.
Il prossimo passo concreto: scarica gli ultimi tre report di vendita da Amazon o eBay, calcola il fatturato lordo reale (non l'accredito netto) e confrontalo con le soglie di questa guida. Se sei vicino a uno dei limiti, è il momento di parlarne con un commercialista prima, non dopo, la dichiarazione.