Sconto o commissione: si calcola sul lordo o sul netto?

Un commerciante applica uno sconto del 20% su un prodotto da 122 € (IVA al 22% inclusa). Una piattaforma marketplace trattiene una commissione del 15% su una vendita. In entrambi i casi la domanda è la stessa: la percentuale si applica al prezzo finale con IVA, o all'imponibile senza IVA?

Fiscalmente conta solo il netto. L'imponibile è la base su cui si calcola l'IVA da versare, quindi sconti, commissioni e qualsiasi altra percentuale contrattuale vanno riferiti a quella cifra, non al prezzo lordo che il cliente vede sullo scontrino.

Il problema pratico nasce quando in un contratto, un listino o un'inserzione online non è specificato "IVA inclusa" o "IVA esclusa": lì la percentuale può essere interpretata in due modi diversi, con due risultati diversi in euro.

Punti chiave

  • Sconti e commissioni si calcolano correttamente sul netto (imponibile), non sul prezzo lordo IVA inclusa.
  • Per passare dal lordo al netto si usa lo scorporo IVA: si divide per (1 + aliquota), non si sottrae la percentuale.
  • Le aliquote IVA in vigore restano 4%, 5%, 10% e 22%, confermate anche dal nuovo Testo Unico IVA (D.Lgs. 10/2026).
  • Chi è in regime forfettario non applica IVA sulle proprie vendite: lo scorporo, per lui, riguarda solo gli acquisti.
  • Un contratto o un listino che non specifica "IVA inclusa/esclusa" è la causa più comune di contestazioni su sconti e commissioni.

Le aliquote IVA su cui si basa il calcolo

Aliquota Applicazione tipica Divisore per lo scorporo
4% Beni di prima necessità (es. alimentari base, editoria) 1,04
5% Alcuni servizi sociali e beni essenziali 1,05
10% Turismo, ristorazione, edilizia, energia 1,10
22% Aliquota ordinaria, la maggior parte di beni e servizi 1,22

Fonti: art. 16 DPR 633/1972 — Testo Unico IVA, D.Lgs. 10/2026 (Titolo VIII), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2026. Le aliquote restano invariate; il Testo Unico si applica dal 1° gennaio 2027, quindi fino a fine 2026 il riferimento operativo resta l'art. 16 del DPR 633/1972. Verifica sempre l'aliquota aggiornata sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

L'errore più comune: sottrarre la percentuale invece di dividere

Molti calcolano l'imponibile facendo "122 € − 22% = 95,16 €". È sbagliato. Il calcolo corretto è 122 € ÷ 1,22 = 100 €. Sottrarre la percentuale direttamente dal lordo produce un imponibile più basso di quello reale, e uno sconto o una commissione calcolati su quella cifra sbagliata falsano l'intero conto.

La formula per passare dal lordo al netto

Scorporo IVA: dal prezzo lordo all'imponibile
Imponibile = Prezzo lordo ÷ (1 + aliquota/100)

122 € (IVA 22%) → 122 ÷ 1,22 = 100 € di imponibile, 22 € di IVA

110 € (IVA 10%) → 110 ÷ 1,10 = 100 € di imponibile, 10 € di IVA

1.050 € (IVA 5%) → 1.050 ÷ 1,05 = 1.000 € di imponibile, 50 € di IVA

Come applicare sconto o commissione, passo per passo

1
Individua il prezzo lordo di partenza Il prezzo esposto al cliente, IVA inclusa: per esempio 122 €.
2
Scorpora l'IVA per ottenere l'imponibile 122 ÷ 1,22 = 100 €. Questo è il netto su cui lavorare.
3
Applica sconto o commissione sull'imponibile Uno sconto del 20% su 100 € porta l'imponibile a 80 €, non a 122 € − 20% = 97,60 €.
4
Ricalcola l'IVA sul nuovo imponibile 80 € × 22% = 17,60 € di IVA. Prezzo finale al cliente: 97,60 €.
5
Confronta con il calcolo sul lordo Fare "122 € − 20%" dà lo stesso risultato solo per coincidenza aritmetica in questo esempio; con commissioni o sconti composti (più passaggi) i due metodi divergono, e solo il calcolo sul netto è corretto ai fini fiscali.

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Esempi pratici in euro

Scenario 1: sconto su un prodotto in negozio

Situazione

Un negozio vende un articolo a 244 € (IVA 22% inclusa) e applica uno sconto del 15% in cassa.

Imponibile: 244 ÷ 1,22 = 200 €. Sconto sul netto: 200 € − 15% = 170 €. IVA: 170 × 22% = 37,40 €. Prezzo finale: 207,40 €.

Da ricordare: lo scontrino può mostrare lo sconto sul lordo per semplicità visiva, ma la fattura elettronica dietro deve riportare l'imponibile corretto.

Scenario 2: commissione di un marketplace su una vendita online

Situazione

Un venditore su un marketplace incassa 122 € (IVA 22% inclusa) per un prodotto; la piattaforma trattiene una commissione del 12%.

Imponibile: 122 ÷ 1,22 = 100 €. Se la commissione è calcolata sul netto: 100 × 12% = 12 € trattenuti, resto 88 € + IVA da versare separatamente. Se, per contratto, la piattaforma la calcola sul lordo: 122 × 12% = 14,64 € trattenuti, quasi 2,64 € in più.

Da ricordare: il contratto della piattaforma specifica sempre su quale base calcola la commissione, leggilo prima di accettare le condizioni.

Scenario 3: sconto quantità con IVA al 10%

Situazione

Un ristorante applica uno sconto convenzione del 10% su un conto di 330 € (IVA 10% inclusa) per gruppi.

Imponibile: 330 ÷ 1,10 = 300 €. Sconto sul netto: 300 € − 10% = 270 €. IVA: 270 × 10% = 27 €. Totale: 297 €, contro i 297 € che si otterrebbero anche sottraendo il 10% dal lordo in questo caso specifico, perché lo sconto è lineare e unico.

Da ricordare: con un solo sconto lineare i due metodi a volte coincidono; con sconti multipli, commissioni scaglionate o arrotondamenti, la coincidenza sparisce e conta solo il metodo corretto sul netto.

Scenario 4: partita IVA forfettaria che vende con sconto

Situazione

Una consulente in regime forfettario fattura 1.000 € senza IVA (fattura esente) e concede uno sconto del 5% a un cliente.

Imponibile di partenza: 1.000 € (nessuna IVA da scorporare, perché il forfettario non la applica in uscita). Sconto: 1.000 € − 5% = 950 € fatturati, punto.

Da ricordare: per chi è in regime forfettario lo scorporo IVA non si applica mai sulle proprie vendite, solo sugli acquisti che effettua da fornitori.

Chi deve applicare questa regola

Soggetto Come si applica
Partite IVA in regime ordinario Scorporano l'IVA dal lordo e applicano sconti/commissioni sull'imponibile risultante.
Partite IVA in regime forfettario Non addebitano IVA sulle proprie vendite: sconti e commissioni si calcolano direttamente sul prezzo fatturato. Lo scorporo si applica solo agli acquisti che fanno da altri fornitori.
Piccoli commercianti al dettaglio Devono tenere separati prezzo esposto (lordo) e imponibile ai fini della fattura o dello scontrino fiscale.
Venditori su marketplace Dipendono dalle condizioni contrattuali della piattaforma: vanno verificate caso per caso.

Calcolo sul lordo vs calcolo sul netto: il confronto

Aspetto Calcolo sul lordo (sbagliato) Calcolo sul netto (corretto)
Base di partenza Prezzo con IVA inclusa Imponibile, dopo lo scorporo
Conformità fiscale Non corrisponde a come si genera la fattura Coerente con la struttura di ogni fattura elettronica
Rischio di errore Alto con sconti multipli o commissioni scaglionate Basso, se si applica sempre la formula di scorporo
Risultato in euro Può coincidere per caso con un solo sconto lineare Sempre corretto, anche con più passaggi

Vantaggi del calcolo sul netto

  • Coerenza con la fattura — l'imponibile in fattura corrisponde esattamente a quanto usato per lo sconto o la commissione.
  • Meno contestazioni — cliente e venditore vedono la stessa base di calcolo, senza sorprese sull'IVA finale.
  • Scalabilità — funziona anche con sconti multipli o commissioni a scaglioni, dove il calcolo sul lordo produce errori crescenti.

Svantaggi / punti di attenzione

  • Richiede un passaggio in più — bisogna sempre scorporare l'IVA prima di applicare la percentuale.
  • Contratti ambigui — se il contratto non specifica la base di calcolo, resta un margine di interpretazione da chiarire prima della firma.

Domande frequenti

  • Uno sconto in negozio si calcola sempre sul netto? — Sì, fiscalmente sì. Sullo scontrino può apparire come sconto sul prezzo esposto, ma il documento fiscale sottostante riporta l'imponibile corretto dopo lo scorporo.
  • Una commissione di un marketplace si calcola sul lordo o sul netto? — Dipende dal contratto della piattaforma: alcune la calcolano sul prezzo di vendita lordo, altre sull'imponibile. Va verificato nei termini di servizio, non dato per scontato.
  • Cosa succede se applico lo sconto sul prezzo sbagliato? — L'imponibile in fattura risulta diverso da quello reale, con il rischio di dichiarare un fatturato o un'IVA non corretti.
  • Il regime forfettario cambia questo calcolo? — Sì: chi è in forfettario non applica IVA sulle proprie vendite, quindi sconti e commissioni si calcolano direttamente sul prezzo fatturato, senza scorporo.
  • Con più sconti in sequenza, l'ordine conta? — Sì. Applicare due sconti del 10% in sequenza sul netto (100 € → 90 € → 81 €) non equivale a un unico sconto del 20% (100 € → 80 €): la differenza va sempre calcolata sull'imponibile corrente, passaggio per passaggio.

Consiglio dellÉsperto — Ritu Sharma

"Prima di firmare un contratto con sconti o commissioni, chiedi la base di calcolo per iscritto - Una riga come "commissione calcolata sull'imponibile, IVA esclusa" evita contestazioni future. Se il contratto tace, chiedilo prima di firmare: è la causa più frequente di dispute tra venditori e piattaforme o fornitori."

Rischi e limiti da conoscere

Applicare sconti o commissioni sulla base sbagliata non è solo un errore di calcolo: se l'imponibile dichiarato in fattura non corrisponde a quello reale, la discrepanza può emergere in sede di controllo, con conseguenze su IVA dichiarata e liquidazioni periodiche.

Anche i contratti con marketplace o piattaforme di pagamento vanno letti con attenzione: una commissione calcolata sul lordo invece che sul netto, ripetuta su centinaia di transazioni, produce una differenza cumulata reale, non teorica.

Perché in Italia si calcola sempre sul netto

Il sistema IVA italiano, disciplinato dall'art. 16 del DPR 633/1972 e ora riorganizzato nel Testo Unico IVA (D.Lgs. 10/2026, applicabile dal 2027), costruisce ogni fattura a partire dall'imponibile: prima si stabilisce il netto, poi si applica l'aliquota per ottenere l'IVA dovuta.

Sconti, commissioni o qualsiasi altra percentuale contrattuale devono quindi agganciarsi a quella stessa base, l'imponibile, per restare coerenti con come la fattura elettronica viene effettivamente generata e trasmessa all'Agenzia delle Entrate tramite il Sistema di Interscambio.

Verdetto finale

Sconto e commissione si calcolano sul netto, non sul lordo. Per arrivarci, scorpora sempre l'IVA dividendo il prezzo lordo per (1 + aliquota/100): mai sottraendo la percentuale direttamente.

Con un solo sconto lineare il risultato può coincidere per caso con il calcolo sbagliato sul lordo, ma con sconti multipli, commissioni a scaglioni o regimi diversi (come il forfettario) la differenza diventa reale e misurabile in euro.

Prossimo passo concreto: prima della prossima fattura o del prossimo contratto con una piattaforma, verifica per iscritto se sconto o commissione sono calcolati sul lordo o sul netto, e se manca questa indicazione, chiedila prima di firmare.