Cos'è il rimborso IVA e chi può chiederlo

Hai versato più IVA sugli acquisti di quanta ne hai incassata sulle vendite. Quella differenza è un credito, e la legge ti dà due strade: portarlo avanti nelle liquidazioni successive, oppure chiederne la restituzione in denaro. La seconda opzione è il rimborso IVA.

Possono chiederlo i soggetti passivi IVA (partite IVA in regime ordinario, imprese, professionisti) che risultano a credito al termine dell'anno d'imposta o, se ricorrono condizioni specifiche, al termine di uno dei primi tre trimestri. La base normativa oggi in vigore sono gli articoli 30, 38-bis e 43 del DPR 633/1972. Dal 1° gennaio 2027 gli stessi contenuti confluiranno nel nuovo Testo Unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10), che riorganizza la numerazione ma non cambia il meccanismo del rimborso.

Chi lavora in regime forfettario, di norma, non emette fatture con IVA sulle proprie vendite: non matura un credito IVA da rimborsare sulla propria attività. Il tema riguarda invece chi applica l'IVA ordinaria, o chi in forfettario deve gestire l'IVA sugli acquisti intracomunitari e sulle importazioni.

Il rimborso non è automatico. Devi presentarlo tu, entro i termini previsti, e devi dimostrare di rientrare nelle condizioni di legge. Non basta avere un saldo a credito in dichiarazione: serve, per il rimborso trimestrale, una delle situazioni oggettive elencate dall'art. 38-bis comma 2 (ne parliamo più avanti). Per il rimborso annuale, invece, il credito che risulta dalla dichiarazione IVA è sufficiente di per sé, purché superi la soglia minima.

Punti chiave

  • Il credito minimo richiedibile a rimborso è 2.582,28 €, sia per il rimborso annuale sia per quello trimestrale.
  • Sopra i 30.000 € serve il visto di conformità (o la sottoscrizione dell'organo di revisione) più, per i soggetti "a rischio", una garanzia.
  • Il rimborso ordinario va erogato entro 3 mesi dalla presentazione della dichiarazione. Dopo, scattano interessi al 2% annuo.
  • Il rimborso trimestrale (modello IVA TR) è riservato a chi rientra in condizioni specifiche previste dall'art. 38-bis, comma 2, del DPR 633/1972.
  • La garanzia, quando richiesta, dura 3 anni dall'erogazione: è il tempo che l'Agenzia ha per fare controlli.

Soglie, tempi e tassi del rimborso IVA

Ecco i numeri che contano, aggiornati al 2026.

Parametro Valore Cosa significa
Credito minimo rimborsabile 2.582,28 € Sotto questa soglia, il credito va riportato o compensato, non rimborsato
Soglia visto di conformità / garanzia 30.000 € Sopra questo importo serve certificazione o garanzia
Esonero premiale ISA / CPB 50.000 € (70.000 € con compensazione orizzontale o CPB) Chi ha punteggio ISA alto o ha aderito al concordato preventivo biennale può evitare il visto fino a questi importi
Tempo di erogazione ordinario 3 mesi dalla dichiarazione Dal 90° giorno decorrono gli interessi se il rimborso non è ancora arrivato
Tasso di interesse sul ritardo 2% annuo Calcolato dal 90° giorno successivo alla presentazione
Erogazione (procedura ordinaria) 20 giorni dalla disposizione di pagamento Tempo dell'Agente della riscossione dopo il via libera dell'Agenzia
Erogazione (procedura semplificata, conto fiscale) 60 giorni dalla richiesta Alternativa più rapida per chi ha i requisiti
Durata della garanzia 3 anni dall'erogazione Periodo entro cui l'Agenzia può ancora accertare
Scadenza modello IVA TR Ultimo giorno del mese successivo al trimestre Es. 30 aprile per il credito del primo trimestre

Fonti: DPR 633/1972 (artt. 30, 38-bis, 43), Agenzia delle Entrate, circolare 32/E del 30 dicembre 2014 — dati verificati ad agosto 2026. Le soglie premiali ISA/CPB possono variare di anno in anno: verifica sempre il valore corrente sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Rimborso e compensazione non sono la stessa cosa

Molti confondono le due strade. Il rimborso ti restituisce il credito in contanti sul conto corrente. La compensazione, invece, lo usa per pagare altri tributi tramite modello F24, senza che i soldi si muovano fisicamente. Puoi anche dividere il credito: parte a rimborso, parte in compensazione, parte riportata all'anno dopo. Ognuna ha soglie e tempistiche diverse, quindi la scelta va fatta caso per caso, non per abitudine.

Come si calcolano gli interessi sul ritardo

Se il rimborso non arriva entro 3 mesi dalla dichiarazione, maturano interessi al 2% annuo, calcolati dal 90° giorno fino alla data di effettiva erogazione. Il calcolo è semplice: importo del credito, per il tasso, per i giorni di ritardo diviso 365.

Interessi su rimborso IVA in ritardo
Interessi = importo rimborso × 2% × (giorni di ritardo ÷ 365)
Esempio 1: credito di 20.000 €, ritardo di 60 giorni oltre i 3 mesi → 20.000 × 0,02 × (60 ÷ 365) = 65,75 €
Esempio 2: credito di 45.000 €, ritardo di 120 giorni → 45.000 × 0,02 × (120 ÷ 365) = 295,89 €
Esempio 3: credito di 8.000 €, ritardo di 30 giorni → 8.000 × 0,02 × (30 ÷ 365) = 13,15 €

Gli interessi non richiedono una domanda separata: l'Agenzia li liquida insieme al rimborso. Se vuoi verificare rapidamente quanto IVA hai versato su un acquisto o quanto ti spetta a credito, puoi usare un calcolatore IVA online prima di compilare la dichiarazione.

Come funziona la richiesta, passo per passo

1
Verifica di avere un credito rimborsabile Controlla che il credito IVA superi 2.582,28 € e che tu rientri nelle condizioni previste (annuali o trimestrali).
2
Scegli tra rimborso annuale e trimestrale Il rimborso annuale si chiede con la dichiarazione IVA (quadro VX). Il trimestrale si chiede con il modello IVA TR, solo se soddisfi una delle condizioni dell'art. 38-bis comma 2.
3
Valuta se serve il visto di conformità Sopra 30.000 €, serve il visto (o la firma dell'organo di revisione) più la dichiarazione sostitutiva sui requisiti patrimoniali, a meno che tu non rientri nell'esonero premiale ISA/CPB.
4
Prepara la garanzia, se richiesta Se sei "a rischio" secondo l'art. 38-bis comma 4 (attività da meno di 2 anni, precedenti accertamenti rilevanti), serve una fideiussione bancaria o assicurativa, indipendentemente dal visto.
5
Invia telematicamente e comunica l'IBAN La dichiarazione o il modello TR vanno trasmessi solo per via telematica. L'IBAN corretto è essenziale: un errore blocca l'accredito e serve un'integrazione.
6
Attendi l'erogazione e controlla gli interessi Entro 3 mesi per il rimborso annuale (60 giorni con la procedura semplificata). Se slitta oltre il 90° giorno, gli interessi al 2% annuo si aggiungono automaticamente.

Reverse Sales Tax Calculator

Calcolatore inverso di tasse 2026 — Funziona per tutti i 50 stati USA. Rimuovi le tasse da qualsiasi totale istantaneamente.

Esempi pratici in euro

Scenario 1: piccola impresa sotto la soglia dei 30.000 €

Situazione

Uno studio grafico con partita IVA ordinaria chiude l'anno con un credito IVA di 18.400 €, dovuto a investimenti in attrezzatura.

Sotto i 30.000 €, non serve visto di conformità né garanzia. La richiesta si presenta con la dichiarazione IVA annuale, indicando l'importo nel quadro VX. L'Agenzia ha 3 mesi per erogare, poi scattano gli interessi.

Da ricordare: sotto 30.000 € la procedura è la più semplice: basta la richiesta, senza documenti aggiuntivi.

Scenario 2: azienda con credito sopra i 30.000 €

Situazione

Un'azienda manifatturiera matura un credito IVA annuale di 62.000 €, in gran parte per l'acquisto di macchinari.

Superata la soglia dei 30.000 €, l'azienda deve far apporre il visto di conformità da un intermediario abilitato e allegare la dichiarazione sostitutiva sui requisiti patrimoniali. Se non rientra tra i soggetti "a rischio" dell'art. 38-bis comma 4, evita la fideiussione.

Da ricordare: il visto di conformità, da solo, non basta sempre: se l'azienda opera da meno di 2 anni o ha ricevuto accertamenti significativi negli ultimi 2 anni, la garanzia resta obbligatoria comunque.

Scenario 3: rimborso trimestrale per beni ammortizzabili

Situazione

Un'azienda agricola acquista un trattore e altri beni strumentali nel secondo trimestre, per un totale di acquisti imponibili che supera i 2/3 del totale acquisti del periodo. Il credito IVA del trimestre è 7.200 €.

Rientrando in una delle condizioni dell'art. 38-bis comma 2 (acquisti di beni ammortizzabili sopra i 2/3 del totale), l'azienda può presentare il modello IVA TR entro l'ultimo giorno del mese successivo al trimestre, senza aspettare la dichiarazione annuale.

Da ricordare: non tutti i crediti trimestrali sono rimborsabili: bisogna rientrare in una delle condizioni oggettive previste dalla norma, non basta avere un'eccedenza.

Scenario 4: credito con esonero premiale ISA

Situazione

Un commercialista con punteggio ISA pari a 9 matura un credito IVA annuale di 55.000 €.

Grazie al punteggio ISA elevato, rientra nell'esonero premiale fino a 50.000 € (o 70.000 € se usa anche la compensazione orizzontale). Con un punteggio così alto, evita il visto di conformità entro questi limiti, pur restando sopra la soglia standard dei 30.000 €.

Da ricordare: il regime premiale ISA (o l'adesione al concordato preventivo biennale) alza le soglie di esonero, ma va verificato anno per anno: il punteggio richiesto e gli importi possono cambiare.

Scenario 5: fornitore in regime di split payment

Situazione

Un'impresa di pulizie lavora quasi esclusivamente con enti pubblici soggetti a split payment. L'IVA sulle sue fatture non le viene versata dal cliente, ma trattenuta e versata direttamente dall'ente. Il risultato è un credito IVA costante di 30.000 € l'anno.

Rientrando tra i soggetti split payment individuati dal decreto MEF del 23 gennaio 2015, l'impresa può accedere al rimborso prioritario entro 90 giorni, fino a concorrenza dell'IVA applicata alle operazioni in split payment nel periodo di riferimento.

Da ricordare: la procedura prioritaria non elimina l'obbligo di visto di conformità sopra 30.000 €, riduce solo i tempi di erogazione.

Chi può chiedere il rimborso trimestrale

Il rimborso annuale è aperto, in linea di principio, a chiunque abbia un credito sopra 2.582,28 €. Quello trimestrale, invece, è riservato a chi rientra in condizioni specifiche dell'art. 38-bis, comma 2, del DPR 633/1972.

Condizione Chi rientra
Aliquota media differenziata Chi ha un'aliquota media sugli acquisti superiore di almeno 10 punti percentuali rispetto a quella sulle vendite
Operazioni non imponibili prevalenti Chi effettua esportazioni e altre operazioni non imponibili per oltre il 25% del totale delle operazioni del periodo
Acquisti di beni ammortizzabili Chi acquista beni strumentali per un ammontare superiore ai 2/3 del totale acquisti del trimestre
Operazioni non soggette a IVA in Italia Chi effettua prevalentemente operazioni fuori campo IVA territoriale verso soggetti esteri
Soggetti non residenti identificati Operatori esteri identificati direttamente o tramite rappresentante fiscale in Italia

Fonte: art. 38-bis, comma 2, DPR 633/1972. Verifica sempre la formulazione aggiornata sul sito dell'Agenzia delle Entrate prima di presentare il modello IVA TR.

Esiste anche una corsia più veloce: il rimborso prioritario, previsto dall'art. 38-bis comma 10 del DPR 633/1972. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze individua con decreto le categorie ammesse, che oggi comprendono, tra le altre, i subappaltatori edili in reverse charge verso l'appaltatore principale (art. 17, sesto comma, lettera a), gli operatori soggetti a split payment (art. 17-ter) e chi applica prevalentemente aliquote più basse sulle vendite rispetto a quelle sugli acquisti. Per questi soggetti, il rimborso arriva entro 90 giorni dalla richiesta, a parità di soglie e documenti richiesti per la procedura ordinaria.

Rimborso, compensazione o riporto: cosa conviene

Un credito IVA non va rimborsato per forza. Hai tre strade, e puoi anche combinarle.

Opzione Come funziona Quando conviene
Rimborso L'Agenzia restituisce il credito sul conto corrente Hai bisogno di liquidità immediata e il credito supera 2.582,28 €
Compensazione orizzontale Usi il credito per pagare altri tributi o contributi tramite F24 Hai debiti fiscali o previdenziali da coprire nei prossimi mesi
Riporto a nuovo Il credito resta in dichiarazione e si scala dal debito IVA futuro Prevedi debiti IVA importanti nell'anno successivo e non hai urgenza di liquidità

Vantaggi del rimborso

  • Liquidità immediata — i soldi arrivano sul conto, utili per finanziare investimenti o coprire spese correnti.
  • Interessi in caso di ritardo — se l'Agenzia sfora i 3 mesi, il 2% annuo compensa in parte l'attesa.

Svantaggi del rimborso

  • Adempimenti sopra 30.000 € — visto di conformità, dichiarazione sostitutiva, eventuale garanzia: più carta, più costi.
  • Rischio controlli — un rimborso attira più facilmente un'attività di verifica rispetto a un semplice riporto.

Domande frequenti sul rimborso IVA

  • Qual è l'importo minimo per chiedere il rimborso IVA? — 2.582,28 €, sia per il rimborso annuale sia per quello trimestrale. Sotto questa cifra, il credito va riportato o usato in compensazione.
  • Serve sempre una garanzia per ottenere il rimborso? — No. La garanzia è obbligatoria solo sopra 30.000 € per i soggetti classificati "a rischio" dall'art. 38-bis comma 4, oppure se manca il visto di conformità e la dichiarazione sostitutiva.
  • In quanto tempo arriva il rimborso IVA? — Entro 3 mesi dalla dichiarazione con la procedura ordinaria, entro 60 giorni con la procedura semplificata in conto fiscale. Oltre questi termini, maturano interessi al 2% annuo.
  • Un forfettario può chiedere il rimborso IVA? — Di norma no sulla propria attività, perché non applica l'IVA sulle vendite e non accumula un credito da rimborso in questo modo. Il tema può riguardarlo solo per l'IVA su acquisti intracomunitari o importazioni gestita con meccanismi diversi.
  • Cosa succede se ho pagato IVA non dovuta? — Puoi chiedere la restituzione in carta semplice entro 2 anni dal pagamento, presentando l'istanza a un ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate.
  • Il rimborso IVA aumenta il rischio di controlli? — Un rimborso, soprattutto sopra 30.000 €, viene esaminato con più attenzione rispetto a un credito riportato. Non significa un controllo automatico, ma la probabilità di verifica è più alta.
  • Cos'è il rimborso IVA prioritario? — È una procedura più veloce, riservata a categorie individuate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (tra cui subappaltatori edili e soggetti in split payment), che eroga il rimborso entro 90 giorni dalla richiesta.

Consiglio dellÉsperto — Ritu Sharma

" Controlla l'IBAN prima di inviare - Un errore nelle coordinate bancarie è la causa più comune di ritardo evitabile. Se l'accredito fallisce, devi integrare la richiesta con l'IBAN corretto, e i tempi ripartono da capo. Verifica il codice IBAN due volte prima dell'invio telematico, non dopo."

Rischi e limiti da conoscere

Il rimborso IVA non è un'operazione priva di conseguenze se qualcosa non torna.

  • Sospensione del rimborso — l'Agenzia può sospendere l'erogazione per svolgere controlli documentali o fiscali, senza un termine fisso per la ripresa.
  • Credito non spettante — se un controllo successivo accerta che il credito rimborsato non spettava, in tutto o in parte, dovrai restituire la somma con sanzioni e interessi.
  • Escussione della garanzia — con fideiussione, la banca o l'assicurazione paga l'Agenzia se il rimborso risulta indebito, e poi si rivale su di te.
  • Costo della fideiussione — il premio della garanzia dipende dall'importo, dalla durata e dal profilo di rischio valutato dal garante: va messo in conto prima di scegliere questa strada.
  • Termine di accertamento — l'Agenzia ha fino a 3 anni dall'erogazione per verificare la correttezza del rimborso: è per questo che la garanzia dura altrettanto.
  • Documentazione da conservare — registri IVA di acquisti e vendite, fatture dei beni ammortizzabili, eventuale dichiarazione sostitutiva: tienili a disposizione per tutto il periodo di accertamento, non solo fino all'erogazione del rimborso.

Se stai valutando se chiedere il rimborso o rimandare, considera anche il tempo che il tuo studio o ufficio amministrativo dedicherà a preparare i documenti giusti. Un dossier incompleto è la causa più frequente di sospensione, più della complessità della norma in sé.

Perché esiste il rimborso IVA

Il rimborso IVA non è una concessione amministrativa, è un principio cardine del sistema IVA europeo: la neutralità dell'imposta per i soggetti passivi. L'IVA deve gravare sul consumatore finale, non sulle imprese lungo la catena produttiva. Se un'azienda restasse a lungo con un credito bloccato, l'imposta finirebbe per pesare su di lei come un costo, tradendo lo scopo della norma.

La disciplina italiana recepisce la direttiva UE 2006/112/CE, che stabilisce l'obbligo per gli Stati membri di restituire le eccedenze detraibili entro un termine ragionevole. Le soglie e le garanzie servono a bilanciare due esigenze opposte: dare liquidità rapida a chi ha diritto al credito, e proteggere l'Erario da rimborsi richiesti senza titolo.

Negli anni, il legislatore ha spostato il baricentro verso la semplificazione: la soglia del visto di conformità è salita da 15.000 a 30.000 € nel 2016, e il regime premiale legato agli indici ISA ha ampliato ulteriormente gli esoneri per i contribuenti più affidabili. La direzione è chiara: meno carta per chi ha uno storico fiscale pulito, più controlli mirati per chi non ce l'ha.

Verdetto finale

Se hai un credito IVA sopra 2.582,28 €, puoi chiederne il rimborso: sotto 30.000 € la procedura è diretta, sopra questa soglia servono visto di conformità e, in certi casi, una garanzia. L'Agenzia ha 3 mesi per pagare, dopodiché maturano interessi al 2% annuo.

Prima di scegliere il rimborso, confronta l'urgenza di liquidità con il costo degli adempimenti extra e con la maggiore probabilità di controllo. Se hai debiti fiscali imminenti, la compensazione orizzontale può essere più veloce e meno onerosa. Se invece ti serve cassa subito e il credito è sotto i 30.000 €, il rimborso resta la strada più semplice.

Come prossimo passo: verifica l'importo esatto del tuo credito IVA con il tuo commercialista o con un calcolatore IVA affidabile, controlla in quale delle condizioni dell'art. 38-bis rientri, e presenta la richiesta entro le scadenze previste per non perdere l'anno di riferimento.